T’ho vista per la prima volta nella incommensurabilità degli errori, propagatisi nell’etere distante sognante danzante; t’ho vista per la prima volta in un punto elenco che iniziava pressappoco narrando che

  • t’ho vista per la prima volta tra l’avere e il vedere;

t’ho vista per la prima volta nell’accezione reale della finestra fiorente sotto la pioggia; t’ho vista per la prima volta nelle pagine di un libro per bambini sporco di caffè e figure vecchio stampo con colori acquerello; t’ho vista per la prima volta negli autori che non ho mai letto, che non t’ho mai vista in quelli che ho già letto, ti conoscerei senza conoscerti; t’ho vista per la prima volta in un ossimoro, e ho capito che non posso capire; t’ho vista per la prima volta sul perimetro di un cerchio disegnato con una biro nera, su di un foglio nero; t’ho vista per la prima volta nell’angolo che formano le foglie nascenti sul busto di una orchidea.

T’ho vista, per la seconda volta, e tutto è valso qualunque cosa potesse valere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...