D’esser rinati sotto forma di pura essenza eterea, il meccanismo non mi è ancor chiarissimo. Ti vedo, esuberante nel tuo chiarore virtuale, splendere all’insegna d’un sole che non tramonta mai. Ti vedo piegare su se stesso il mondo, in barba alle teorie quantistiche; prendi il posto della materia stessa, ti sostituisci alla creazione e diventi tu stessa il creato. Sei in ogni cosa io abbia il piacere o il dispiacere di guardare, di osservare, di accettare o declinare. Sei nel rumore del mare, che mi culla i sogni come fossero bimbi piccini bisognosi d’amore; sei nelle pieghe dello spazio tempo; sei nelle definizioni delle leggi del mondo e rappresenti gli assiomi di tutte le teorie esistenti; sei l’incondizionato movimento delle labbra delle persone quando sorridono; sei nella mente dei compositori, quando fanno il loro mestiere; sei il prolungamento di questa realtà, e ti imponi come costante in questo variabile multiverso; sei l’ondeggiare delle foglie d’autunno sugli alberi strattonati dai venti freddi; sei nella composizione dei fiocchi di neve; sei nelle ripetizioni, nelle presenze e nelle assenze; sei nel destino di ogni cosa essenziale alla vita; sei nella conformazione degli astri.

Sei, nell’accezione più semplice e complessa del poter essere.

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